Fondi Strutturali 2007 - 2013
La crescente necessità di "interagire" con il mare magnum di principi, regole, opportunità della Comunità europea, mette in risalto l’attualità e l’importanza di questo volume


Indice dell’opera
Prefazione dott. Angelo di Stasi
Direttore Generale per le Politiche di Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico

Introduzione  prof. Vincenzo Falcone
Già Segretario Generale del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, dal 2005 ricopre il ruolo di Sottosegretario agli “Affari della Presidenza” della Regione Calabria. E’, inoltre, docente incaricato di “Politica economica dell’Unione Europea” presso l’Università degli studi della Magna Græcia di Catanzaro

Cap 1 Il FUTURO DELL’EUROPA

1.1 La profezia di Victor Hugo
1.2 Dalle origini della politica di coesione al Trattato di Amsterdam
1.3 Storia ed evoluzione della strategia di Lisbona e Ghoteborg
1.4 Lo scenario attuale
1.5 L’opinione del Parlamento europeo
1.6 La 4a relazione “Growing regions, growing Europe”

Cap. 2 LE REGIONI D’EUROPA

2.1 Il regionalismo comunitario
2.2 Il Comitato delle Regioni
2.3 Le politiche regionali per l’attuazione della strategia di Lisbona

Cap.3 IL PROCESSO D’ ALLARGAMENTO

3.1 Il quinto allargamento: l’Europa riunificata
3.2 I futuri allargamenti
3.3 La Turchia
3.3.1 I rapporti Italia – Turchia
3.3.2 Le opinioni dei cittadini europei
3.3.3 I sentimenti delle autorità e del popolo turco
3.3.4 Le libertà fondamentali
3.4 I Balcani occidentali

Cap. 4 DA COSTITUZIONE A RIFORMA ISTITUZIONALE

4.1 Il Trattato Costituzionale
4.2 Verso il Trattato di Riforma istituzionale (Trattato di Lisbona)
4.3 I Trattati Europei
4.4 Gli strumenti di realizzazione del Mercato unico
4.5 Istituzioni e organi dell’UE
4.6 Ritratti Illustri

Cap. 5 IL FUNZIONAMENTO DELLE POLITICHE STRUTTURALI

5.1 I principi di funzionamento delle politiche strutturali di coesione
5.2 Il Bilancio comunitario
5.3 Il Bilancio 2007
5.4 Per un bilancio europeo più trasparente ed equo
5.5 Le prospettive finanziarie
5.6 I Pacchetti Delors I e II
5.7 Agenda 2000
5.8 Le prospettive finanziarie 2007 2013: Un difficile compromesso
5.9 I termini dell’accordo
5.10 Conclusioni
5.11 Gli altri organi Finanziari
5.12 Gli Aiuti di Stato

Cap. 6 I FONDI STRUTTURALI

6.1 La prima riforma (1988-1993)
6.2 La seconda riforma (1994-1999)
6.3 La terza riforma (2000-2006)
6.4 La quarta riforma (2007-2013)
6.5 I nuovi strumenti di Gestione Indiretta
6.6 Principali modalità di accesso ai finanziamenti Diretti
6.7 Gli strumenti finanziari di assistenza esterna

Cap. 7 I PRINCIPALI PROGRAMMI ED INIZIATIVE COMUNITARIE

7.1 VII Programma Quadro Ricerca e sviluppo
7.2 EContemplus e Safer Internet Plus (2005-2008)
7.3 Programma Gioventù in Azione
7.4 Programma Leonardo da Vinci
7.5 Programma Grundtvig
7.6 Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione
7.7 Energia Intelligente per l’Europa
7.8 Life +
7.9 Cittadini per l’Europa
7.10 Jeremy, Jaspers, Jessica: imprese, città, grandi infrastrutture

Cap. 8 LA COOPERAZIONE TERRITORIALE

8.1 La Cooperazione territoriale dell’Italia e la Politica europea di vicinato
8.2 Scheda ENPI


Cap. 9 IL QUADRO STRATEGICO NAZIONALE

9.1 Fasi del QSN
9.2 I livelli d’attuazione
9.3 I Contenuti del QSN
9.4 La nuova politica regionale unitaria
9.5 L’approvazione del QSN 2007-2013
9,6 Le strategie dei Paesi membri

"Il lavoro proposto è una trattazione, agile e completa, della genesi dei Fondi strutturali comunitari all’inizio di un nuovo e complesso ciclo di programmazione su temi cruciali del prossimo futuro: la competitività e l’internazionalizzazione dei sistemi produttivi, l’occupazione, l’ambiente, la ricerca, la governance delle amministrazioni centrali e delle organizzazioni regionali e territoriali"
dott. Angelo di Stasi - Direttore Generale per le Politiche di Internazionalizzazione - Ministero dello Sviluppo Economico

"I lettori sono sottoposti a continue sollecitazioni ad approfondire il grado di omogeneità raggiunto fra i singoli Stati nei diversi campi di intervento e, soprattutto, sul "senso di comunanza di destino" che ha guidato il processo di Unione. E’, appunto, il valore dell’idea di un comune destino che guida la lettura del volume, ma obiettivo del testo è di fornire solidi, anche se semplici, schemi pratici e strumenti di riferimento per capire e interpretare gli eventi in cui si manifesta l’idea dei padri fondatori"
"La connotazione di libro aperto, se non, in certo modo, interattivo, costituisce una caratteristica originale di questo volume, tanto più apprezzabile data l’attenzione dell’autore ai temi e problemi legati alle attuali politiche di coesione, con particolare accento sulla Programmazione 2007-2013 in Italia"
prof. Vincenzo Falcone - docente incaricato di “Politica economica dell’Unione Europea"

Un manuale sulle politiche comunitarie per la Coesione economica e sociale.

"La necessità di affermare il principio partenariale e la correttezza nella gestione delle risorse da parte delle Regioni emergono chiaramente quali chiavi di lettura per la concretizzazione dei sogni di crescita sociale e sviluppo economico dichiarati dall’Unione Europea nel Mediterraneo, in un contesto mondiale segnato dalla globalizzazione del sapere e dall’innovazione tecnologica. Particolare attenzione viene riservata ai fondi strutturali e alle opportunità del ciclo di programmazione 2007 – 2013; i nuovi programmi ed iniziative comunitarie, che guideranno l’UE per i prossimi anni, sono illustrate negli schemi di approfondimento. Le diverse strategie di crescita e sviluppo contenute nei Quadri Strategici Nazionali  dei Paesi Membri e la politica regionale unitaria dell’Italia completano la trattazione."

Alla ricostruzione storica degli ultimi vent’anni di politiche strutturali nelle Regioni svantaggiate d’Europa ed al parallelo allargamento alle nazioni dell’Est, segue la narrazione, attraverso le differenti visioni delle Istituzioni comunitarie e nazionali, della nascita e sviluppo della strategia di Lisbona; il percorso socio economico seguito dall’UE rivela, attraverso le numerose indagini e rapporti sulle effettive condizioni di sviluppo delle Regioni (beneficiarie di ingenti contributi finanziari), le difficoltà incontrate dall’Europa nell’attuazione della strategia. In particolare emerge l’"incapacità" da parte delle Regioni del Mezzogiorno di sfruttare le opportunità offerte dal sostegno, non solo finanziario, dell’Europa per la realizzazione della Coesione territoriale. Per tale ragione i Fondi strutturali 2007 - 2013 costituiscono l’ultima occasione per il rilancio dei sistemi economici delle regioni "sotto-utilizzate". Un’occasione che non è più tempo di mancare.

Tra i principali temi trattati: i Nuovi Programmi della Commissione Europea, le 4° riforme dei Fondi Strutturali e i nuovi programmi comunitari, la politica di Vicinato, la Strategia di Lisbona e Gotheborg, il ciclo di programmazione 2007-2013, il Quadro Strategico Nazionale e le politiche di sviluppo degli Stati membri, la cooperazione territoriale, ENPI e le opportunità di sviluppo dell’area euro-mediterranea, gli Aiuti di Stato, l’allargamento alla Turchia, il Trattato di Amsterdam, Agenda 2000, la 4a relazione “Growing regions, growing Europe”, il regionalismo comunitario, il Trattato costituzionale ed il Trattato di Lisbona, le Agenzie europee, i pacchetti Delors.

Tratto dal volume "Fondi Strutturali 2007-2013 - Politiche comunitarie per la Coesione economica e sociale
"L’UE si fonda su un patto fra nazioni sovrane che si rafforza e rinnova, giorno dopo giorno, in tutto il continente: più di mezzo miliardo di persone decidono di vivere nel rispetto della legge e in armonia con valori secolari che gravitano intorno all’uomo e alla sua dignità. Gli stati europei decidono di rinunciare a parte della loro sovranità per dare ai loro popoli ciò a cui più tengono: pace, sicurezza, democrazia partecipativa, giustizia e solidarietà. Ed è proprio la traduzione di questi bisogni all’interno delle strategie di sviluppo locale, la priorità ineludibile per garantire la “governance” efficace dei processi in corso. Per raggiungere la coesione dei sistemi socio-economici, le Regioni sotto-utilizzate dovranno dar prova di sana gestione, di lungimiranza e di essere dotate di un efficace sistema di controllo finanziario; qualità che vanno oltre la mera amministrazione, perché implicano la padronanza dell’acquis communautaire e la volontà reale di promuovere opportunità di crescita per tutti. Un governo del territorio che deve essere dinamico e moderno, in cui la formazione continua sia parte vitale di un sistema che si evolve insieme alla società, unitamente al sapiente utilizzo delle tecnologie dell’informazione, ma che soprattutto sappia fondare sul partenariato internazionale, sullo scambio e il dialogo interculturale, le proprie prospettive di crescita economica e di progresso sociale. In questo contesto, sarà fondamentale comunicare ai cittadini l’importanza di cogliere le opportunità previste dal nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari ed offrire loro gli strumenti necessari per divenire i protagonisti del processo di rilancio dell’Europa."




Stampa